Barcellona come un gioiello al sole

Barcellona, archivio della cortesia; albergo dei forestieri, ospizio dei poveri, pronta a corrispondere gratamente ogni vera amicizia, e unica per bellezza e per posizione. E benché gli avvenimenti che in essa mi sono accaduti non siano stati molto piacevoli ma al contrario incresciosissimi, tuttavia non me ne lamento, solo per il piacere d’averla vista.
(Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia, 1605/15)

Proliferación de cabestros y mastuerzas

Por Javier Marías

No sé cómo se las gasta la gente en las demás ciudades. O bueno, sí en alguna que otra, pero como no vivo en ellas ni son la mía, será más prudente y diplomático dejarlas de lado. En Madrid prolifera cada vez más una fauna para mi insólita, y eso que, con excepciones, llevo viviendo aquí desde mi nacimiento en los años cincuenta, cuando había mucha más pobreza, analfabetismo y burricie, o eso parecía. Con la llegada de la democracia hubo un periodo en el que todo mejoró bastante. No sólo en lo político, claro, también en lo cívico. Se deseaba equipararse con los otros países europeos, los ciudadanos mantenían el suelo de sus calles un poco menos guarro, los bares empezaron a no estar tan sembrados de colillas, huesos de aceitunas y cáscaras varias, hombres y mujeres hicieron un pequeño esfuerzo por mejorar su aspecto y por tratarse con algo semejante a la cortesía; la policía, que durante décadas había desplegado autoritarismo y malas maneras, cuando no brutalidad a secas, procuró hacerse educada y amable y ponerse al servicio de quienes le pagaban el sueldo, no por encima de ellos; lo mismo los políticos, a diferencia de los actuales. Nunca se nos fue, con todo, cierto elemento de zafiedad y grosería que parece consustancial a una buena porción de españoles. Nunca la televisión ha dejado de emitir mil programas soeces, hasta hoy mismo. Nunca ha dejado de haber mastuerzos y cabestros por nuestras calles, pero durante un tiempo breve se ejerció cierta presión tácita contra ellos. A veces basta con que la mayoría mire mal actitudes, para que quienes las observan se cohíban un poco, se abstengan otro poco.

Hace mucho que esto ha acabado. He aquí un ejemplo ilustrativo: llevo años viendo cómo en el callejón de Felipe III, legiones de individuos, una noche sí y otra también, mean contra sus arcos con desparpajo absoluto. Disculpen la ingrata imagen, pero, al tener ese callejón leve cuesta, permanentes chorros bajan hasta la calle Mayor, y como los alcaldes nos han puesto granito hasta donde había hierba o tierra, los repugnantes churretones, una vez secos, jamás desaparecen sino que van en bochornoso aumento. No hace falta decir que los meadores solían ser varones. Hasta hace poco, y esto, para mí, pertenece a lo insólito. Hará un mes vi, sin embargo, por vez primera, a una joven hacer sus necesidades en ese desdichado meadero. Estaba claramente “cocida”, lo tomé por excepcional. Pero un par de semanas más tarde pillé a otra en la misma postura animalesca. Dos veces puede ser coincidencia, me dije, tres ya serían tendencia. Pues bien, un reciente jueves a las nueve de la noche, ni siquiera muy tarde ni en fin de semana de borracheras, en la calle del Puñonrostro veo a una mujer, no una jovenzuela, que se ha bajado los pantalones tranquilamente y evacúa su líquido en cuclillas. Me dieron ganas de hacer honor al nombre de la calle, pero jamás sería violento con una mujer, etc. A continuación las ganas fueron de afearle la conducta pero me di cuenta de que eso tampoco es ya posible. Se ha llegado a tal grado de consentimiento de los comportamientos inciviles que hoy, si uno chista a quienes arman bulla de madrugada, corre el riesgo de que éstos se indignen y le den una paliza; si mira mal a quien tira algo al suelo con papelera a mano, recibirá una sarta de improperios; si en un cine ruega a alguien que no sorba ni mastique hasta el punto de convertir en inaudible la película, le contestará que hace lo que le sale del puro y lo mandará a la mierda (eso con suerte); si se queja al que ha aparcado en doble fila, es probable que éste salga con una llave inglesa y le parta el cráneo; si llama la atención a quien se ha colado en una cola, éste lo pondrá de vuelta y media …. Así que, a la altura de la meadora de Puñonrostro sólo me atreví a decir “Jóder”, como quien lo dice para sí mismo.

La brutalidad sólo crece en esta ciudad gobernada por el PP desde hace veintitantos años. Por supuesto jamás hay un guardia que le haga la menor observación a nadie. Ni educado y amable como los de hace dos o tres décadas ni tampoco autoritario. Bueno, estos últimos abundan cada vez más, pero suelen estar todos ocupados con los manifestantes pacíficos, en preaplicación de la Ley de Seguridad neofranquista que nos va a aprobar el actual Gobierno, el cual también alberga unos cuantos mastuerzos.

Traduzione:

Una continua proliferazione di stolti e balordi

                                                                                                                                                 Di Javier Marías

Non so come se la passino le persone nelle altre città. O meglio, in alcune sì, ma dato che non ci vivo e non sono mie, sarebbe più prudente e diplomatico metterle da parte. A Madrid prolifera sempre di più una fauna per me insolita, anche se vivo qui, occasionalmente, da quando sono nato negli anni Cinquanta, quando c’era più povertà, analfabetismo e bestialità, o così sembrava. Con l’avvento della democrazia, per un periodo, le cose sono migliorate abbastanza. Non solo in ambito politico ovviamente, anche in quello civico. C’era il desiderio di mettersi in paro con gli altri paesi europei, i cittadini mantenevano le loro strade un po’ meno luride, i bar cominciavano a non essere così pieni di mozziconi di sigarette, noccioli di olive e bucce varie, uomini e donne si sono sforzati per migliorare il loro aspetto e per comportarsi nel modo più cortese possibile: la polizia, che per decenni aveva mostrato autoritarismo e cattive maniere, se non direttamente brutalità, ha iniziato ad essere educata e gentile e a mettersi al servizio di coloro che gli pagavano lo stipendio, e non al di sopra di loro; la stessa cosa vale per i politici, a differenza di quelli odierni. Tuttavia, certi elementi di rozzezza e maleducazione, che sembrano essere tipici di gran parte degli spagnoli, non sono svaniti. Non ha mai smesso la televisione di trasmettere migliaia di programma volgari, fino ad oggi. Non hanno mai smesso di esserci balordi e stolti per le strade, ma per un breve periodo è stata esercitata una certa pressione tacita su di loro. A volte è sufficiente che la maggior parte delle persone guardi male degli atteggiamenti, affinché coloro che li adottano si inibiscono o si astengano completamente.

È ormai da tanto tempo che è finito. Ecco un esempio illustrativo: sono anni che vedo, una notte si e l’altra pure, come gruppi di persone nel vicolo di Felipe III piscino sui suoi archi con assoluta disinvoltura. Scusatemi per la sgradevole immagine, ma essendo questo vicolo in lieve pendenza, continui flussi scendono fino a calle Mayor, e poiché i sindaci ci hanno messo il granito lì dove c’era l’erba o la terra, le ripugnanti torrenti di pipì, una volta secchi, non spariscono mai bensì sono in imbarazzante aumento. Inutile dire che i pisciatori fossero maschi. Fino a poco tempo fa e questo per me appartiene all’insolito. Sarà un mese che ho visto per la prima volta tuttavia una giovane fare i suoi bisogni in quel pietoso pisciatoio. Era chiaramente “lessa”, l’ho preso come un evento eccezionale. Ma un paio di settimane dopo ho beccato un’altra nella stessa postura animalesca. Mi sono detto che due volte possono essere una coincidenza, già tre diventa una moda. Ebbene, pochi giovedì fa verso le nove di sera, né era troppo tardi né un weekend di bevute, in via Puñonrostro ho visto una donna, non una giovincella, che si è abbassata tranquillamente i pantaloni e ha evacuato i suoi liquidi accovacciata. Mi era venuta voglia di onorare il nome della strada dandole un pugno in faccia, ma non sarei mai stato violento con una donna ecc. In seguito le intenzioni erano di rimproverare la sua condotta ma mi sono reso conto che nemmeno questo è più possibile. Si è giunti ad un tale livello di accettazione dei comportamenti incivili che oggi, se riprendiamo coloro che fanno rumore all’alba, corriamo il rischio di farli infuriare e che ce le diano di santa ragione; se guardiamo male chi getta qualcosa a terra nonostante il cestino sia vicino, riceveremo un mucchio di insulti; se in un cinema chiediamo a qualcuno di non succhiare o sgranocchiare al punto da rendere il film inaudibile, la risposta sarà che fa il cavolo che vuole e verremo mandati a quel paese (se siamo fortunati); se ci lamentiamo con chi ha parcheggiato in doppia fila, è probabile che questo esca con una chiave inglese e ci rompa il cranio; se richiamiamo chi cerca di imbucarsi in una fila, ce ne dirà di tutti i colori… Ecco perché alla vista della pisciatrice di Puñonrostro ho osato dire soltanto “Che cazzo”, come chi lo dice tra sé e sé.

La brutalità cresce solamente, in questa città governata dal Partito Popolare da circa venti anni. Ovviamente non c’è mai una guardia che rimproveri qualcuno. Non sono né educati e gentili come quelli di venti o trenta anni fa né sono autoritari. In realtà quest’ultimi aumentano sempre di più, ma solitamente sono occupati con i manifestanti pacifici, la legge di sicurezza neofranchista che approverà il nostro attuale governo, nel quale ci sono molti balordi.

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