Il mio viaggio in Polonia

A Novembre 2019 sono andata in Polonia con la mia famiglia, siamo stati 3 giorni a Varsavia e 4 giorni a Cracovia. Il viaggio è stato bellissimo, prima di partire avevo sottovalutato la meta, che invece si è rivelata meravigliosa. Varsavia è incantevole, soprattutto in quel periodo, piena di luci e mercatini di natale. L’unica cosa negativa è stato il tempo, faceva freddissimo ed era pieno di nebbia. Nonostante sia la capitale, non è una città come le altre, è abbastanza piccola e molto meno caotica.

Cracovia è una città bellissima, mi ha lasciata senza parole. Moderna, piena di turisti e tantissime cose da vedere, proprio per questo abbiamo prenotato una visita turistica per tutta la città con una guida. Abbiamo visitato il castello di Wawel, il Palazzo del Tessuto nella piazza principale, Kazimierz e il ghetto ebraico, la fabbrica di Schindler e tutte le altre attrazioni famose della città.

Partendo da Cracovia siamo andati alle miniere di sale che si trovano a 20 minuti dalla città.

L’ultima tappa del mio viaggio è stata al campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz e Auschwitz II (Birkenau). Questo luogo ha scatenato in me tante emozioni, purtroppo non positive. Si sente parlare tanto dello sterminio avvenuto in questi campi, a scuola, in televisione ecc. ma poi quando ci si trova sul posto è completamente diverso. Nonostante sia pesante come visita, tutti dovrebbero andarci una volta nella vita, per avere la consapevolezza di come sono andate veramente le cose.

L’invisibilità dell’interprete

Il mantello dell’invisibilità a lavoro (traduzione dell’articolo “Confusion of Donald Trump’s Italian interpreter goes viral – why some jobs are meant to be invisible”)

Dall’incontro bilaterale è emerso che l’interprete Savigni Ullmann era forse molto concentrata solo sull’ascolto e sull’interpretazione consecutiva. Il suo volto appare spesso perplesso, in quanto impegnata a dare un senso a significati complessi e a renderli in un’altra lingua. Indipendentemente da ciò che pensava veramente, l’inconveniente rappresenta un evento raro: un interprete che fa notizia. Come mediatori culturali e linguistici, gli interpreti hanno svolto per secoli un ruolo importante, consolidato a partire dall’evoluzione delle relazioni diplomatiche internazionali e dalla fondazione dell’ONU. In quanto negoziazione e arte cognitiva complessa, l’interpretazione aiuta a facilitare il dialogo e l’intesa tra i diplomatici internazionali, rafforzando la pace e la sicurezza del mondo. L’importanza degli interpreti è particolarmente rilevante nell’attuale clima politico per preservare il flusso del discorso e della diplomazia. Tuttavia, gli interpreti sono tenuti a seguire specifici ideali di neutralità e invisibilità, secondo codici di condotta. Le ricerche dimostrano che il ruolo dell’interprete è inteso come un “ponte” che trasmette il messaggio al pubblico senza alcuna alterazione, intrusione o opinione, neanche attraverso espressioni facciali e emozioni. L’invisibilità degli interpreti li protegge dall’essere ritenuti responsabili delle loro interpretazioni errate o dall’essere accusati di interferenze, e li aiuta a raggiungere una comunicazione trasparente. Ma questo ha anche delle conseguenze negative per il loro riconoscimento professionale, in quanto devono agire come figure nascoste. Ovviamente non sono davvero invisibili: sono fisicamente visibili e udibili, ma il loro ruolo è di rimanere in secondo piano. Più un interprete facilita l’interazione tra le persone senza mostrare di essere in ansia o in difficoltà, più può essere considerato esperto. Tuttavia, quella dell’interprete può rivelarsi una professione difficile. L’interprete si esibisce come voce di altri esperti, nei limiti di tempo, affrontando un vortice di argomenti e terminologia specialistici, in condizioni stressanti e senza rete di sicurezza. È solo nel fallimento, quando commettono errori o attirano l’attenzione inutilmente, che si fanno notare.

Competenze invisibili in un’epoca di autocelebrazione

Cresce la ricerca sul concetto di lavoro invisibile, su quei tipi di lavoro che sono socialmente e culturalmente nascosti alla vista. La mia ricerca riguarda le capacità e le competenze invisibili che le persone sono tenute ad avere in ambienti di lavoro complessi. Guardo dietro le quinte delle realtà in cui vivono professionisti come gli interpreti, per capire l’incessante lavoro che svolgono. In alcune professioni, come l’editing, il lavoro digitale, l’assistenza sociale, il lavoro domestico, e alcuni settori della medicina e dell’infermieristica, l’invisibilità viene con il lavoro. Parte o tutto il lavoro svolto quotidianamente da molti lavoratori rimane nascosto, non riconosciuto, o addirittura oscuro sia alle istituzioni che agli stranieri. Nonostante ciò, questi lavoratori sono fondamentali per il completamento di attività complesse e la produzione di risultati specifici. Questo è il caso degli interpreti, le cui esperte competenze di mediazione linguistica aiutano le altre parti coinvolte ad avere successo. Ma il ruolo invisibile dell’interprete sfida anche la celebrazione della fama nella società. Sempre più lavoratori lottano per aumentare la visibilità del proprio lavoro e della propria professione, ad esempio pubblicizzandosi sui social media. Ma questi esperti invisibili raggiungono la loro realizzazione attraverso il ruolo critico che svolgono nel loro particolare ambiente di lavoro, rimanendo eroi non celebrati. In un’epoca di continua autopromozione, alcune persone costruiscono una carriera che nasconde la propria identità professionale agli occhi del pubblico, per aiutare altre persone ad avere successo. Gli interpreti permettono di continuare lo spettacolo, realizzando progetti che incidono significativamente sulla nostra vita, pur rimanendo una presenza anonima sul palcoscenico.

Informazioni su di me

Ciao a tutti!

Mi chiamo Veronica Proia, ho 21 anni e sono una studentessa di interpretariato e traduzione presso la SSML San Domenico. Studio inglese, tedesco, arabo e spagnolo. Ho scelto questo percorso formativo perché sogno di diventare interprete da quando sono bambina. Amo viaggiare e confrontarmi con nuove culture, infatti uno dei miei obiettivi principali è quello di fare un lavoro che mi permetta di farlo. Faccio parte dell’associazione per interpreti e traduttori UNITALIA.

Nel mio blog troverete articoli di attualità e articoli relativi al mondo dell’interpretariato e della traduzione.

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